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La riforma affida la riduzione delle liste d'attesa a quattro classi di urgenza (con tempi che vanno da 72 ore a 120 giorni), istituisce SINGLA (un sistema nazionale di coordinamento presso il Ministero), promuove telemedicina e integrazione pubblico-privato. Prevede investimenti su operatori sanitari (40 milioni per salute mentale, 200 milioni per specialisti ambulatoriali) e flessibilità contrattuale. Tuttavia, manca finanziamento significativo, rischiando di rimanere sulla carta; inoltre, potrebbe accelerare privatizzazione strisciante e difficilmente affronta la carenza strutturale di personale. La vera prova sarà l'attuazione nei prossimi 12-24 mesi.