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La legge introduce quattro livelli di partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali: rappresentanza nei consigli d'amministrazione, condivisione di almeno il 10% dei profitti con agevolazioni fiscali, commissioni paritetiche per i processi di lavoro, e consultazione su welfare e sicurezza. Promette maggiore motivazione e dignità dei dipendenti, ma presenta limiti: i poteri rimangono consultivi senza veto, l'implementazione dipende dai contratti collettivi (vulnerabili in aziende piccole e precarie), e i vantaggi fiscali sono temporanei. Attuazione diseguale tra grandi imprese organizzate e realtà fragili.