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La legge sull'autonomia differenziata consente alle regioni italiane di gestire autonomamente servizi come sanità, scuole e trasporti, finanziandoli con le tasse locali. Sebbene possa aumentare l'efficienza amministrativa, comporta rischi significativi: potrebbe accentuare le disparità Nord-Sud, compromettendo l'uguaglianza costituzionale dei diritti. La legge introduce "livelli essenziali delle prestazioni" come protezione, ma il loro concreto rispetto rimane la vera sfida per evitare la frammentazione del Paese.