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La norma introduce modifiche temporanee al sistema elettorale italiano per il 2025: nei comuni sotto i 15.000 abitanti consente l'elezione con una sola lista candidata (se supera il 50% dei voti e il 40% di partecipazione); innalza l'età massima per i seggi da 70 a 75 anni; rimuove l'obbligo di indicare il genere nelle liste elettorali; esclude i dipendenti dei trasporti pubblici dagli incarichi elettorali; prevede valutazione sperimentale delle elezioni referendarie. La riforma semplifica la burocrazia e offre stabilità amministrativa ai piccoli comuni, ma riduce il pluralismo locale e rischia di indebolire il monitoraggio della rappresentanza femminile.