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L'Italia riconosce formalmente i diplomi universitari rilasciati da istituti induisti certificati. La modifica all'intesa del 2007 consente ai laureati in studi religiosi e contemplativi di avere qualifiche spendibili nel mercato del lavoro. Il provvedimento applica il principio costituzionale di parità tra religioni, ma lascia aperte questioni sulla verifica della qualità, sui controlli europei e sulle modalità pratiche di certificazione, senza prevedere investimenti pubblici aggiuntivi.