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La riforma introduce un sistema di monitoraggio e piani di recupero per i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporto, colonnine elettriche) gestiti da enti privati. Quando emergono criticità, il gestore deve presentare un piano di risanamento tracciato pubblicamente da ANAC e Autorità della concorrenza. La legge sanziona inadempienze, favorisce la concorrenza nelle infrastrutture di ricarica, aumenta la trasparenza nel trasporto pubblico, irrigidisce i controlli su cosmetici pericolosi e destina 250 milioni al trasferimento tecnologico. Il successo dipende dall'implementazione: se gli enti locali avranno risorse e volontà di far rispettare le regole, potrebbe garantire maggior accountability e servizi migliori; altrimenti rischia di restare lettera morta.