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La riforma dei mercati dei capitali modernizza il sistema finanziario italiano semplificando l'accesso delle PMI ai mercati, aumentando il limite di capitalizzazione a 1 miliardo di euro e introducendo quote digitali. Processi di quotazione più snelli, voti maggiorati per azionisti fedeli e assemblee semplificate puntano ad attrarre investimenti internazionali. Tuttavia, comporta rischi di concentrazione del potere decisionale, minore trasparenza informativa e protezione ridotta per i piccoli risparmiatori. La riforma richiede equilibrio tra competitività e tutela degli investitori.
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