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La legge rafforza la lotta al bracconaggio ittico nelle acque interne italiane con regole stringenti e sanzioni pesanti: vietati reti, esplosivi e corrente nei grandi laghi e in tutti i corpi idrici interni; pesca professionale completamente bandita eccetto rare eccezioni. Chi infrange rischia arresto fino a 2 anni o multa fino a 12.000 euro con sospensione della licenza. Il pesce viene sequestrato e reimmesso se vivo. I controlli coinvolgono polizia, guardie ambientaliste e parchi. La riforma protegge ecosistemi e pescatori legali, ma pone sfide sull'applicazione effettiva e sull'impatto sui pescatori professionisti tradizionali.
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